VittCaltabiano's Weblog

Il blog di Vittorio Caltabiano

PrePasqua di Marty in Sicilia.

Posted by vittcaltabiano su 4 aprile 2012

Fine settimana soltanto ma è stato bello rivedere la piccola Marty e sentire il calore dei suoi abbracci.

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Padre Vittorio.

Posted by vittcaltabiano su 3 aprile 2012

Chi ,come me, ha vissuto negli anni ’60 nella comunità dell’ azione cattolica a Riposto, si ricorderà senza dubbio di Padre Vittorio Graziani.

Ancora oggi mi ricordo di lui : “molto aperto e comunicativo   P. Vittorio ebbe amici anche al di fuori dell’ambito parrocchiale; lavorò con intensità e diede nuovo impulso alla F.U.C.I. che da tempo aveva chiuso ormai i suoi battenti e che di essa fu l’assistente spirituale.”(http://www.luciacontarino.it/Parrocchiasangiusepperiposto/Lastoria/lastoria.htm)

Dal 1966 al 1972 guidò la Parrocchia di San Giuseppe  a Riposto con intenso fervore ; i giovani di allora eravamo attirati dalla sua cordialità e dal  suo carisma e  modo di fare e parlare, sempre con sorriso . Sue foto di quel periodo sono su http://www.parrocchiasangiusepperiposto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=123&Itemid=67

Ho cercato altre  sue notizie sul web e l’ho ritrovato a Barletta dove il 18-6-2008 la Parrocchia di San Filippo Neri  festeggiava i 60 anni di sacerdozio  del Parroco Padre Vittorio e dove è pure è riportata la sua vita pastorale sino ad allora con il solo errore della sua data di nascita : “” A Barletta, nella Parrocchia San Filippo Neri, sono cominciati i preparativi per il 60° anniversario di ordinazione sacerdotale del Parroco Padre Vittorio Graziani.
Il tutto culminerà nella solenne concelebrazione del 20 giugno 2008, alle ore 19.00, nella stessa giornata in cui, nel 1948, ad Asti, nel Santuario di San Giuseppe presso la Casa Madre della famiglia dei Giuseppini, fu ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani del Vescovo diocesano Mons. Umberto Rossi.
Padre Vittorio è nato a Roma il 9 dicembre 1992  ( forse 1922) , nel 1939 veste l’abito religioso della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe (o più semplicemente Giuseppini) e nel 1940 conclude il noviziato con la prima professione solenne. Nel 1945, con i voti di povertà, castità e obbedienza, emette la professione solenne. Il 20 giugno 1948 è ordinato sacerdote.
Densa la sua attività ministeriale che lo porterà in diverse parti in Italia: a Milano (1951-1955); ad Alessandria (1955-1958); a Trino Vercellese (Vicenza, 1958-1960); a Roma (1960-1965) come primo parroco nella Parrocchia San Giuseppe Cafasso; a Riposto (Catania, 1965-1972) come Superiore, Parroco; a Trecate (Novara, 1972-1973) come incaricato dei Giovani nel locale Oratorio; a Sala Consilina (Salerno, 1973-1974) come Superiore; a Canosa di Puglia (Bari, 1974-1977), a Solofra (Avellino, 1977-1982), a Riccia (Campobasso, 1982-1983), a Ceglie del Campo (Bari, 1983-1988), a Parete (Caserta, 1988-1989), nuovamente a Solofra (1989-1991), a Barletta (dal 1991), con diversi incarico, tra cui, quasi sempre come parroco.
Sacerdote di grande esperienza pastorale e umana, si distingue per la sua cordialità, disponibilità al dialogo e l’attenzione ai bisognosi.  (http://www.comitatoprocanne.com/newsDett.asp?news=3813)  (http://www.comitatoprocanne.com/pdf/TurismoSostenibile%201806BT03.pdf)

Nel 2009 lo ritrovo al n.63 dell’elenco degli Oblati del Santuario Maria SS dello Sterpeto a Barlella ( http://www.santuariodellosterpeto.it/parrocchia/sacerdoti.html)

Il 12 ottobre del2010   nella sua  parrocchia di San Filippo Neri  celebra una messa solenne per la ricorrenza del 120° anniversario della nascita del servo di Dio mons. Angelo Raffaele Dimiccoli   ( http://donangeloraffaeledimiccoli.blogspot.it/2010/11/il-direttore-amato-dai-poveri-giuseppe.html) .

Dopo questa data non ho trovato più sue notizie sul web.

Se andrò nei prossimi anni alle Isole Tremiti passerò da Barletta a vedere la sua parrocchia , lo prometto, e cercherò di saperne ancora di lui.


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Pasqua 2012: 2 aprile 2012

Posted by vittcaltabiano su 2 aprile 2012

In questa settimana di Pasqua il mio pensiero va ad un caro fraterno amico che da anni lotta  contro  un male terribile incurabile e che ora giace  in un letto di ospedale senza più speranze e con  sofferenze fisiche e mentali.

O Signore, tu che hai conosciuto queste sofferenze, aiutalo : dagli la pace.

P:S.:7 aprile 2012 : stamattina il mio amico ha cessato di vivere.

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Eruzione dell’Etna 1 aprile 2012

Posted by vittcaltabiano su 1 aprile 2012

Stanotte alle 04,00 circa sono stato svegliato da esplosioni e boati provenienti dall’Etna; ho pensato subito ad una nuova eruzione.

Alle 04,030 non potendo riaddormentarmi per le frequenti e continue  esplosioni e boati ho deciso di uscire sul balcone : enormi bagliori sul vulcano e colonne di fuoco alte.

 

 

 

Foto e via di nuovo a letto!

Nuova eruzione dell’Etna dunque ,sempre dal cratere di sud est, mi è sembrato, e  lampo anche questa volta , perchè al mattino sembra tutto tranquillo!

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Primavera, fresie, api…

Posted by vittcaltabiano su 19 marzo 2012

Come ogni anno, le api ritornano alle mie fresie attirate dal loro profumo; vanno da fiore in fiore  e ripartono felici , cariche di dolce polline.

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Il riposo del..Gigante..

Posted by vittcaltabiano su 19 marzo 2012

Dopo l’eruzione di ieri, la calma è tornata sulla montagna.L’Etna si è.. addolcita..lasciando su di essa la gran massa di cenere che ha ricoperto tutto il dorso fino ad ieri pieno di neve.

I tecnici ci dicono che queste brevi eruzioni si potranno ripetere nel giro di pochi giorni: si avvicina la Pasqua e  sarà uno spettacolo garantito per i tanti  turisti che verranno in vacanza in quest’angolo di Sicilia!

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Etna in eruzione: 18 marzo 2012

Posted by vittcaltabiano su 18 marzo 2012

Altra eruzione lampo dell’Etna, iniziata  dal cratere di sud est verso le 8,30 e conclusasi verso le 12. La lava di è riversata alle pendici verso la Valle del Bove

Una enorme colonna di cenere si è alzata  altissima riversando la sabbia sui paesi sottostanti di Zafferana,S.Venerina, Giarre e Riposto fino al mare.

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8 Marzo 2012

Posted by vittcaltabiano su 7 marzo 2012

Auguri

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Ernesto Cortazar.

Posted by vittcaltabiano su 6 marzo 2012

Sul lungomare i due amici, Alfio e Turi, si incontrano per la loro quotidiana passeggiata.

Alfio: ciao come va?

Turi: megghiu ora...

A: ma perchè, cosa ti è successo. T: ‘a solita sciatalgia; quannu m’acchiappa è ‘na fitinzia…A: mi dispiace; ma sei andato dal medico?  T: Ma quali medicu; ormai mi curu iu cu votarenne e muscorilli e ittato no letto finu a quannu mi passa . A: allora quando sei a letto faresti bene a sentire un pò di musica buona. T: ma chi musica e musica; iu mi chiuru o scuru e aspettu ca mi passa.A: ascoltami, ti dò io un cd di musica e tu ascoltala, vedrai che ti sentirai meglio. T: e vabbè, ma chi musica è, siciliana? A: no,  è musica suonata al pianoforte da Ernesto Cortazar. T: e cu è? è russu? A: ma no , che dici, si vede che tu non sei uscito fuori dal tuo seminato; tu hai bisogno non di tarantelle, ma di musica dolce, che ti distende l’animo e lo spirito ed anche il corpo..T:ma allura cu è stu Cortazzaru. A: Ernesto Cortazar, si chiama ; è nato a Città del Messico nel 1940  in una famiglia di compositori; a 13 anni , rimasto orfano di entrambi i genitori deceduti a seguito di un incidente stradale, continuò i suoi studi musicali e ad appena 17 anni cominciò a scrivere musica per i film. Eccellente pianista e compositore ebbe un gran successo nel mondo : River of Dreams,  Autumn Rose, Just Four You, Waiting for you, Sentiments  e Sicilian Romance sono solo alcune delle sue composizioni e tante sono anche le colonne sonore.Un brutto male lo finì ad appena 60 anni, nel 2004, ma l’eredita’ musicale che ci ha lasciato continua ora con i suoi due figli, Ernesto Cortazar III ed Edgar Cortazar che sono compositori di successo nel mercato latino, degni eredi della famiglia di compositori Cortazar.

Turi: miiii …non vidu l’ura di sentire ‘stu cd . Ora ti salutu Alfiu , mi ‘nagghiri a mangiari!

Alfio: Anch’io…. allora ciao Turi, alla prossima!

 

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Ciao Lucio.

Posted by vittcaltabiano su 4 marzo 2012

Ciao Lucio Dalla; grazie per le canzoni che ci hai regalato,.. nel primo atto …della tua vita .

Ricordo  ancora quando, in vacanza alle Isole Tremiti, anni ’60,  nella discoteca ‘A Furmicula di San Domino, nel buio della sera, vidi una persona che dormiva con una larga tunica addosso sdraiato a terra sotto un albero ; chiesi allora a mio cugino Pasqualino chii era e se lo conosceva: era Lucio Dalla, che cantava in quel locale.

Ciao  Lucio. Una cosa ci ha unito: la tua musica e  il ns. grande amore per le Tremiti.

http://www.flickr.com/photos/vitt/collections/72157629511018813/

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Etna in eruzione.

Posted by vittcaltabiano su 4 marzo 2012

Da stanotte l’Etna è entrata in eruzione attiva; la colata lavica, che parte dal cratere di sud-ovest, si sovrappone alla precedente scendendo verso la Valle del Bove, accompagnata da forti boati . Eccezionale il pennacchio che si alza nel cielo azzurro!

Le foto su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157629507841307/

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Taormina vista da Giardini Naxos

Posted by vittcaltabiano su 29 febbraio 2012

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La …vista ..oggi 22 febbraio 2012 ,ore 10,00.

Posted by vittcaltabiano su 22 febbraio 2012

Vento, pioggia, freddo.

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La vista dal mio balcone.

Posted by vittcaltabiano su 19 febbraio 2012

Ecco perchè parlo spesso dell’Etna.

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Passeggiata a Taormina.

Posted by vittcaltabiano su 17 febbraio 2012

Taormina è sempre bella da vedere, in qualsiasi stagione: è la perla dell’Ionio!

Buona passeggiata e buona visione!

http://youtu.be/ygoTPrrua3s?t=2s&w=640&h=385

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Una pagina di storia.

Posted by vittcaltabiano su 12 febbraio 2012

Il Corriere di Sicilia del 29 Aprile 1945, in edizione straordinaria, riporta così la notizia:

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Eruzione dell’Etna 9 febbraio 2012.

Posted by vittcaltabiano su 9 febbraio 2012

Ancora una volta l’Etna torna a stupirci con un’altra eruzione;  cominciata nelle prime ore di oggi, ha emesso una colata lavica che ha solcato la neve scendendo copiosa verso la  Valle del Bove; è durata solo poche ore.

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La smorfia siciliana.

Posted by vittcaltabiano su 5 febbraio 2012

Che tempo! Fuori piove e fa freddo; ed allora, che faccio?  libri, riviste,tv…..No, sono già tanti giorni che sono chiuso in casa aspettanto che le nuvole si diradono ed esca  il sole ed il cielo azzurro; me li son letti quasi tutti…

Basta , ora vado a vedere le mie vecchie carte,  giù in garage; deciso;..miiii….  però lì c’è un freddo cane. Che faccio? Ok, decido: ci vado , ne prenderò un pò, una o due carpette e me le porterò su, a casa, al calduccio. Mi accenderò il mio pc e mi ascolterò un pò di musica dolce…..

Dettofatto:  carpette, pc, musica dolce…papetti…sì papetti  : ah,  quanti ricordi!… me patri, me matri, i me figghi, i me soggeri….; quante loro carte,  di cui proprio  non so separarmi: prima o dopo (dopo, dopo….) mi dovrò decidere a bruciarne un bel pò. Mi piace …crogiolarmi nei miei ricordi….mentre fuori è buio e fa freddo e piove pure; via con Papetti..historie d’o…candilejas…amapola…

Cavolo! questa è bella davvero; che vedo :  un vecchia carta dei miei avi, anzi, più fogli, cuciti in mezzo  con un filo. Mizzica….ma  è  una cabala, proprio così, una cabala, e  tutta  scritta in  siciliano; insomma ,’ na smofia con parole e numeri: vigna sta 80….vinu sta 21…vigna caricata 81..vastuni ( bastone)  sta 36….vasuni (bacio) sta 2….(no,no, questa è troppo forte…siboney…meglio all by myself…), vado avanti…testa sta  3….bestia sta 33…tonica sta 43…….ed è scritta su un documento , mezzo  sgualcito, di un mio avo, Salvatore, padre di mio nonno Paolo , in carta bollata del tempo, che porta la data del 21 agosto 1866:… mi sa rizzunu i carni.!!! quasi 150 anni fa!!!

Questo sì che lo terrò caro. Eccone una pagina:

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Doppio arcobaleno.

Posted by vittcaltabiano su 30 gennaio 2012

Siamo abituati a vedere un arcobaleno durante o dopo una pioggia , ed è sempre uno spettacolo affascinante vedere questo arco di colori che appare sul cielo mentre il sole fa capolino tra le nuvole. La luce dei raggi solari passa attraverso le gocce di acqua e forma quell’arco dai sette colori, con il rosso all’esterno ed il viola nella parte interna: rossoarancionegialloverdeazzurroindacoevioletto,

Ma vedere un doppio arcobaleno non è comune: una doppia riflessione dei raggi del sole nelle gocce dell’acqua produce un secondo arco con i colori invertiti e con una minore luminosità:

Eccolo: (10 ottobre 2011, ore 8,46, Riposto (CT)):

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Etna in eruzione.

Posted by vittcaltabiano su 6 gennaio 2012

Ancora un’altra eruzione dell’Etna: ieri mattina , 5 gennaio 2012, ci siamo svegliati con la vista della ns.montagna, innevata ma solcata dalla colata lavica di stanotte; ancora è presente il pennacchio!

Dall’IGV di Catania :

Aggiornamento Etna, 5 gennaio 2012 *
Nelle ore mattutine del 5 gennaio 2012 il Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna ha prodotto un nuovo episodio eruttivo parossistico, dopo un intervallo di quiete di 50 giorni (l’episodio precedente era avvenuto il 15 novembre 2011). L’evento, che è stato preceduto da diverse ore di deboli esplosioni stromboliane all’interno del cratere, ha ripetuto in molti dettagli gli episodi precedenti (cioè, fontane di lava da diverse bocche all’interno del cratere nonché sui fianchi sud-orientale e settentrionale, emissione di colate laviche sia verso sud-est sia verso nord-est, generazione di una colonna di gas e cenere alta diversi km). Inoltre, l’intensa ricaduta di materiale piroclastico sui fianchi del cono ha generato dei piccoli flussi piroclastici, che hanno invaso terreni coperti di neve, provocando violente interazioni esplosive. La ricaduta di cenere e lapilli ha interessato maggiormente il settore meridionale del vulcano. Un rapporto più dettagliato sarà messo in rete in giornata.Foto su https://vittcaltabiano.wordpress.com/o-j-e-osservatorio-jonico-etneo

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Auguri

Posted by vittcaltabiano su 16 dicembre 2011

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Sole e Luna.

Posted by vittcaltabiano su 13 dicembre 2011

Giorno 11 dicembre 2011, ore 6,52 : uno spettacolo della natura!

Da una parte il tramonto della luna sull’Etna  e dall’altra il sorgere del sole.

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Aveiro, la Venezia del Portogallo

Posted by vittcaltabiano su 28 novembre 2011

14 giugno 2011

Arriviamo ad Aveiro verso le 11,30. Già sul pulman la ns.guida Filipe ci ha parlato ampiamente della  cittadina di Aveiro, che si trova sulla strada che da Coimbra ci porterà a Santiago de Compostela.Posta sul mare ha canali che la attraversano e per questo viene chiamata la Venezia del Portogallo.

Ci fermiamo nel centro storico ,dove ,davanti ad un canale, ormeggiano i  moliceiros, le tipiche barche affusolate dalla prua a collo di cigno con vivaci colorazioni naif .Originariamente adibite trasporto delle alghe impiegate come fertilizzante nei campi, esse sono il simbolo di Aveiro.

Un paio di ore a disposizione per ammirare i  palazzi che si specchiano sul canale e le viuzze del centro.Aveiro è nota anche per i famosi “ovos moles”, un’autentica delizia locale da non perdere!

Si racconta che nel passato le suore dei vicini conventi usavano l’albume per stirare bene gli abiti ed inamidare le tonache; quindi i tuorli avanzavano.E cosi nacquero questi dolci tipici .Gli ovos moles sono, infatti, delle creme a base di uova e zucchero,  avvolte da un’ostia.(   500 gr. di zucchero con 26-30 tuorli in 2,5 l. di acqua!). I fidanzati li donavano alle loro ragazze, ma anche le fidanzate le regalano ai loro ragazzi!!!

Le foto di Aveiro in http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157627973479619/

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San Martino 2011.

Posted by vittcaltabiano su 10 novembre 2011

11-11 2011 : San Martino

Martino nasce in Pannonia, l’odierna Ungheria nel 316. Figlio di un ufficiale romano fa parte della Guardia Romana fino ai 15 anni. Martino conobbe il cristianesimo frequentando di nascosto le assemblee dei cristiani.
Martino ottenuto dall’Imperatore l’esonero dal servizio militare si recò a Poiters dove fu battezzato e ordinato sacerdote dal vescovo S.Ilario. Tra le molte vicende della sua vita merita d’essere ricordata l’erezione, da lui voluta, dei monasteri di Ligugè e Mamontier, e il suo operato come vescovo di Tours. Martino morì a Candes 11/11/397 e fu poi sepolto nella cattedrale di Tours. In Francia S.Martino è il primo patrono della nazione.  La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune leggende.

La leggenda di San Martino

 Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.

Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, pensa morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. “Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ma la storia non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.
Altra leggenda di San Martino.

San Martino era uno che si ubriacava sempre, un ubriacone.
Una sera, era d’inverno ed era caduta un po’ di neve, faceva molto freddo e San Martino era stato in una cantina e si era ubriacato.
In quei giorni la moglie era incinta e stava per partorire. Mentre egli tornava a casa, gli venne uno scrupolo nell’anima. Disse fra sé e sé:
“Ora torno a casa e vado a coricarmi accanto a quella poveretta, così intirizzito dal freddo come sono, ubriaco. Non voglio farla soffrire, per questa sera dormo giù nella nostra cantina.”
E così fece. Entrò giù nella sua cantina e si accovacciò in una nicchia scavata dentro il muro proprio dietro una grande botte. La notte, a causa del freddo, morì!
Quando la sua anima giunse davanti a Dio, Dio vedendo che lui era morto per non fare del male alla moglie, lo fece santo.
Invano la moglie lo aspettò: del marito non ebbe più notizie.
Ma dal giorno della scomparsa cominciò ad accadere un fatto miracoloso: da quella grande botte che lei teneva in cantina, più vino cacciava e più ce ne ritrovava!
Cos’è e cosa non è intanto la notizia si propagò. Vennero il prete e la gente dal paese per vedere quel miracolo. Il prete volendo accertarsi, osservò bene la botte sotto e sopra, davanti e dietro e che trovò?
Vide il corpo del santo dentro la nicchia e vide che dalla sua bocca era spuntata una vite e questa vite era entrata dentro la botte. E quando guardarono dentro la botte, videro che questa vite aveva messo l’uva e l’uva diventava vino da sola.
Allora dissero: “Solo un santo può fare un miracolo come questo!” E vi costruirono una chiesa.
Ecco perché San Martino è il patrono del vino.

Questa è Martina; non ha ancora leggende che parlano di lei! c’è ancora tempo,  e di lei ne parlo io.

Vive a Milano dalla nascita, da  due anni e mezzo. Nelle sue vene scorre sangue siculo perchè siculi sono i genitori e tutti gli ascendenti; le è spontaneo dire bedda e beddissima!!!

Bimba dolce, socievole, coccolona, affettuosa,vivace,deliziosa, intelligente, sensibile,volenterosa, buona. Le piace cantare: sa tutto l’inno di Mameli! Adora sua mamma e papà, che con tanta pazienza le insegnano anche difficili  canzoni e filastrocche !

Domani è il suo onomastico! tutto lo staff del Blog le fa  tanti, tanti affettuosi auguri!

Auguri piccola Martina, ti vogliamo bene!

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LIBRIZZI in video.

Posted by vittcaltabiano su 10 novembre 2011

Un nuovo video arricchisce la già ampia documentazione sulla città di Librizzi che Carmelo ( Meluccio) Rifici, mio caro  amico web, ha raccolto nei suoi bellissimi siti http://www.librizziacolori.it/  e  http://www.librizziacolori.eu/.

Il video,http://youtu.be/5wbcvR0zQe8,  edito dal Comune di Librizzi,  ed  al quale  ha collaborato con i testi anche  il mio amico, fa vedere il bel paesino dei Nebrodi, per conoscerlo ancor meglio e per invogliare la gente a visitarlo.

Ben riuscito, complimenti.

Già il sito del Comune contiene una pagina turistica che aiuta ad organizzarsi per un soggiorno anche breve :  http://www.comune.librizzi.me.it/Sport.%20Multif.le%20-%20Per%20conoscere%20librizzi%20-%20Home%20Page.htm

Bene, è il momento di organizzarsi: tutti a Librizzi!

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Sogno ..o ..realtà!!!

Posted by vittcaltabiano su 8 novembre 2011

Da quanto tempo ero lì,  in quella immensità .

Senza alcun dubbio  ero lì dall’anno 20..; non avevo corpo ; ma mi spostavo molto facilmente con il solo pensiero,tutto dentro una nuvoletta.

In tanti anni avevo incontrato tutti i miei antenati e tutti gli amici, con cui ci ricordavamo i tempi terreni, dalle elementari all’università,  ed oltre; il passato ci appariva davanti senza problemi.I miei bisnonni, i nonni, i miei genitori,i parenti tutti  che erano lì arrivati prima di me, mi raccontavano sommessamente la loro vita ed io li ascoltavo serenamente: loro sapevano tutto della mia vita!

Un giorno, all’improvviso,  arrivò fino a me un brusio sempre crescente ; ad un gruppo vicino chiesi cosa significava; mi risposero che il Sommo, su consiglio dei Saggi, aveva deciso di autorizzare per 1000 secoli, su domanda, la permanenza celeste  in altro posto, anche terreno e fuori dall’Immenso. Non era mai successo in tanti millenni; forse , pensai, cominciamo a starci stretti qui, di quanti siamo, ed occorerrà sicuramente  fare un pò di  spazio.

Colsi a volo l’avviso e mi presentai  nell’Ufficio concessioni:

-lui: dove vuole andare?

-io: a Petrulli;

-lui: Petrulli?…..ma forse voleva dire Petra, in Giordania?

-io: no,macchè Giordania, a  Petrulli, in Sicilia, tra Zafferana e Milo, sotto l’Etna.

-lui: mai sentito; aspetta che controllo; ecco ….c’è…sì….c’è…, ma sei sicuro di volerci andare?

-io: certo e confermo.

-lui: va bene, concesso, per 1000 secoli ; e giù un timbrone rosso sulla mia domanda.

Quel rumore mi fece saltare in aria; guardai la sveglia sul comodino: cavolo, erano già le otto!!! e Lucia dormiva ancora. Che sogno!!! Sogno o realtà!!!

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Portogallo.

Posted by vittcaltabiano su 25 giugno 2011

Un’altra bandierina nella mappa del mondo visto da me! Questa volta sul Portogallo , per un tour  da Lisbona a Santiago de Compostela e fino a La Coruna.

Otto giorni in pulman con la Boscolo Tour, in giro da sud a nord e ritorno  fino a Porto, con una guida eccezionale, Filipe, competente e disponibile: grazie a lui  possiamo dire di aver fatto un viaggio stupendo.Un itinerario storico, culturale, artistico e religioso e non solo.

Filipe ci citava un vecchio detto portoghese:” Lisbona si diverte, Coimbra canta, Braga prega e Porto lavora”, che rispecchia le caratteristiche del Portogallo e delle sue città.

Abbiamo visto l’architettuta mamuelina, il barocco carico di ori del Brasile, gli azulejos brillanti e colorati, abbiamo gustato i vini ed il porto,  e la specialità gastronomica ” il baccalau”, lo spettacolo del “fado” il canto popolare portoghese,  i dolci  di Aveiro “l’ovos moles”.

Abbiamo visto e pregato a  Fatima ed a Santiago de Compostela.

Abbiamo visto …….e scattato tante, tante foto che saranno pubblicate appena disponibili.

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Sicilia in fiore.

Posted by vittcaltabiano su 28 maggio 2011

Le mie bouganville in fiore.

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Milan l’è un gran Milan !

Posted by vittcaltabiano su 28 maggio 2011

Via Dante

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Maggio a Milano .

Posted by vittcaltabiano su 6 maggio 2011

Si parte . Le valigie son pronte e …piene.  Asia, Maya, Martina …arrivano i nonni dalla Sicilia bedda !!!

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La ‘nduja di Spilinga

Posted by vittcaltabiano su 30 aprile 2011

Appena il titolare dell’azienda  ha aperto il locale destinato alla stagionatura un’ondata di odori ci ha letteralmente investiti!

E non solo, ma la vista di tanto ben di Dio ci ha lasciati sbalorditi: ohhhhhhhhh!!!

Avevamo davanti la ‘nduja e quella dop di Spilinga, uno dei prodotti più tipici della Calabria, un misto di carne di suino, sale e tanto peperoncino rosso. Un salame morbido, gustoso, piccantissimo , smalmabile, affumicato e stagionato naturalmente.

Viene prodotto da più aziende a Spilinga, un comune alle pendici del Monte Poro, sulla punta di Capo Vaticano e vicino a Tropea , dotato di un microclima particolarmente fresco e umido che facilita la stagionatura e la conservazione della ‘nduja.

E’ buono sulle bruschette  ed anche con gli spaghetti: credetemi, una verà bonta!

Un fine settimana è sufficiente per conoscere la zona ed apprrezzarne i suoi prodotti, soggiornando in uno dei tanti alberghi presenti nel territorio ( mi son trovato bene  qui ) e visitare Tropea ( che buone le cipolle!) e le  bellissime spiaggie di Capo Vaticano.

Bon voyage e buon appetito!!!

Foto  Video

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Auguri di pace e serenità.

Posted by vittcaltabiano su 21 aprile 2011

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Il ragazzo di San Pietroburgo.

Posted by vittcaltabiano su 19 aprile 2011

Giugno 2002: il ns. viaggio in Russia si stava concludendo.

Ultima tappa della crociera sul Volga  era San Pietroburgo. Tra le tante mete che la città ci offriva era nel programma anche il giro dei canali. San Pietroburgo è conosciuta nel mondo come la Venezia del Nord , composta da un insieme di isole e isolotti , divise dai diversi bracci del fiume Neva e da numerosi canali attraversati da ben 600 ponti che collegano tra loro i vari quartieri. Ricordata come la città degli Zar è uno dei centri culturali  più importanti d’Europa: l’ Hermitage è uno dei musei più famosi nel mondo .

Nel nostro tour possiamo dire di non avere incontrato persone che chiedevano denaro: c’era una certa regola diffusa: la gente cantava per strada ed aveva un contenitore davanti; delle vecchiette ti offrivano dei mazzetti di fiori ed in cambio accettavano delle offerte.

Nel giro dei canali di San Pietroburgo eravamo attratti dai magnifici palazzi antichi , dalle cupole dorate delle chiese e dagli innumerevoli  ponti ; ma avevamo notato anche un ragazzino, che correva lungo la strada adiacente ai canali e ci faceva segni, ci salutava e ci mandava anche baci; si arrampicava sui ponti e ci salutava; e tutto il gruppo a rispondergli ed a ricambiare i suoi saluti ; ci ha seguito per un lunghissimo tragitto malgrado gli dicevami di fermarsi perchè lo vedevamo stanchissimo.

Ce lo siamo ritrovato alla fine del giro, seduto  sulle scale dell’approdo, bellissimo , svinito , ma sorridente; gli abbiamo riempito le mani di rubli !

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Il tempo dei fiori.

Posted by vittcaltabiano su 13 aprile 2011

Primavera, primavera, ancora primavera: fiori dappertutto , colorati , vivaci e tanti, come le pratoline.Foto

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ETNA -eruzione del 9 aprile 2011

Posted by vittcaltabiano su 10 aprile 2011

L’Etna è di nuovo entrata in eruzione : la visione notturna è stata di una  piccola striscia rossa  di lava sul fianco orientale del cono del Cratere di Sud-Est.

La posizione del mio balcone da dove è visibile l’Etna in tutta la sua imponenza mi dà l’occasione per far nascere l’O.J.E. , l’Osservatorio Jonico Etneo , che darà notizie costanti sull’attività della ns.Etna.

Questo è pertanto il Comunicato n.1/2011.



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Primavera 2011.

Posted by vittcaltabiano su 7 aprile 2011

E’ arrivata! La Primavera : le mie fresie son tornate a fiorire  anche quest’anno e con loro  son tornate le api !

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Flavio Gioia.

Posted by vittcaltabiano su 20 marzo 2011

Il mio amico Giuseppe di Milano  mi ha regalato una bellissima copia di una antica carta geografica  dell’Italia, del 1861, della collezione di Gianni Brandozzi , una carta molto particolare, dove l’Italia è vista dal Nord verso Sud e dove sono riportati, tra l’altro, uomini illustri che hanno reso grande la nostra terra.Degna quindi di rappresentare la ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Tra di essi ho notato Flavio Gioia. Nella città dove vivo, una strada è dedicata a Lui. La mia città è a vocazione marinara, con un Istituto Nautico, che ha fornito alla marineria italiana eccellenti Ufficiali, apprezzati  e ricercati dalle migliori compagnie navali italiane ed estere. Non poteva pertanto essere non onorato l’uomo che ha inventato la bussola, dedicandogli una via del centro storico.

Ma Flavio Gioia ha davvero inventato la bussola?

Studi recenti hanno affermato che Flavio Gioia è un personaggio in realtà mai esistito.

La leggenda che lo riguarda, secondo un’attendibile ricostruzione, trae origine da un’affermazione dell’umanista Flavio Biondo, che aveva scritto che la bussola era stata inventata dagli Amalfitani. Questa notizia venne dapprima riportata con l’indicazione dell’autore: “a Flavio traditur”, cioè “viene detto da parte di Flavio”, Biondo s’intende. Poi, spostando una virgola si lesse “a Flavio, traditur”, intendendo che la bussola era stata inventata dagli Amalfitani, “da Flavio, a quanto si dice”. E così nacque il leggendario Flavio “inventore della bussola”.
Statua di Flavio GioiaLo storico napoletano Scipione Mazzella aggiunse, non si sa perché, l’informazione che Flavio sarebbe stato originario della località pugliese Gioia. Recentemente la storica italiana Chiara Frugoni in una dettagliatissima ricerca ha definitivamente dimostrato l’assoluta inesistenza di Flavio Gioa mettendo la parola fine ad ogni possibile dubbio. Questo studio è stato citato e confermato dallo storico Alessandro Barbero nella trasmissione Superquark del 7 agosto 2008.

Tutto ciò in effetti mi ha sconvolto; comunque se Lui non ha inventato veramente la bussola, bisogna dar merito agli Amalfitani di essere stati i primi a capire l’importanza di quel piccolo ago magnetico e di averlo perfezionato,  ed utilizzato per la navigazione nelle loro navi.

Links: http://www.ilportaledelsud.org/bussola.htm

http://www.lisolaweb.com/it/a/il-sensazionale-furto-di-mare-che-fece-scoprire-la-bussola

http://www.laterzalibropiuinternet.it/download/Nuovi_Profili_triennio/NProfili_triennio045.pdf

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17 Marzo 2011.

Posted by vittcaltabiano su 17 marzo 2011

Nel mio balcone sventola la bandiera tricolore.

 

Nel 1886 Edmondo De Amicis scrisse nel suo bellissimo libro Cuore:

“Giugno 4, martedì ,   Italia

Salutala così la patria, nei giorni delle sue feste: – Italia, patria mia, nobile e cara terra, dove mio padre e mia madre nacquero e saranno sepolti, dove io spero di vivere e di morire, dove i miei figli cresceranno e morranno; bella Italia, grande e gloriosa da molti secoli; unita e libera da pochi anni; che spargesti tanta luce d’intelletti divini sul mondo, e per cui tanti valorosi moriron sui campi e tanti eroi sui patiboli; madre augusta di trecento città e di trenta milioni di figli, io, fanciullo, che ancora non ti comprendo e non ti conosco intera, io ti venero e t’amo con tutta l’anima mia, e sono altero d’esser nato da te, e di chiamarmi figliuol tuo. Amo i tuoi mari splendidi e le tue Alpi sublimi, amo i tuoi monumenti solenni e le tue memorie immortali; amo la tua gloria e la tua bellezza; t’amo e ti venero tutta come quella parte diletta di te, dove per la prima volta vidi il sole e intesi il tuo nome. V’amo tutte di un solo affetto e con pari gratitudine, Torino valorosa, Genova superba, dotta Bologna, Venezia incantevole, Milano possente; v’amo con egual reverenza di figlio, Firenze gentile e Palermo terribile. Napoli immensa e bella, Roma meravigliosa ed eterna. T’amo, patria sacra! E ti giuro che amerò tutti i figli tuoi come fratelli; che onorerò sempre in cuor mio i tuoi grandi vivi e i tuoi grandi morti; che sarò un cittadino operoso ed onesto, inteso costantemente a nobilitarmi, per rendermi degno di te, per giovare con le mie minime forze a far sì che spariscano un giorno dalla tua faccia la miseria, l’ignoranza, l’ingiustizia, il delitto, e che tu possa vivere ed espanderti tranquilla nella maestà del tuo diritto e della tua forza. Giuro che ti servirò, come mi sarà concesso, con l’ingegno, col braccio, col cuore, umilmente e arditamente; e che se verrà giorno in cui dovrò dare per te il mio sangue e la mia vita, darò il mio sangue e morrò, gridando al cielo il tuo santo nome e mandando l’ultimo mio bacio alla tua bandiera benedetta.””


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Mezzojuso

Posted by vittcaltabiano su 8 marzo 2011

Altra gita del Touring Clug di Giarre, per conoscere luoghi della ns. Sicilia che sono fuori dai classici circuiti turistici, ma che sono da visitare per la loro  storia e   le antiche tradizioni.

Domenica 6 febbraio, è la volta di Mezzojuso. Quando mi è pervenuta la locandina della gita mi sono chiesto: e dov’è Mezzojuso? mai sentito parlare!

Mezzojuso è un comune di circa tremila abitanti della provincia di Palermo, da cui dista 41 km, ed è adagiato su una boscosa collina, sul declivio orientale della maestosa Rocca Busambra. Ha origini antiche, arabe;  il casale sorge infatti come luogo di sosta e di ristoro, Manzil Yûsuf, villaggio di Giuseppe. Il villaggio comincia ad ingrandirsi ed a ripopolarsi fino a quando intorno al 1100  i Saraceni vengono cacciati da  Ruggero II il Normanno e donato al Monastero di San Giovanni degli Eremiti di Palermo. Verso la fine del XV cominciarono ad arrivare i primi albanesi, circa 1200, profughi fuggiti dall’avanzata turca nella loro terra , e saranno loro a far risorgere nuovamente la cittadina.

Successivamente fu costituito a feudo sotto la famiglia Corvino.

Nella rivolta contro i Borboni (1848-1860) è fra i principali centri organizzativi. Qui viene fucilato F. Bentivegna il 21 dicembre 1856.

Dal 2 al 4 agosto1862   Mezzojuso accoglie Garibaldi.

L’economia del paese si basa essenzialmente sulla coltivazione dei tradizionali seminativi come il grano il duro, la sulla, i cereali, l’olio extra vergine, proveniente da vecchi e nuovi impianti di oliveti, e dall’allevamento di ovini, bovini e caprini.

Nella piazza principale del paese sorgono le due matrici: quella dell’Annunziata, di rito latino, e che è di antica costruzione, forse normanna, ricostruita circa nel 1572 ed in seguito rimaneggiata; e la Chiesa di San Nicolò di Mira, di rito greco bizantino, che fu fondata nel 1516 dagli esuli albanesi, ma che anche questa, ha subito successivamente delle alterazioni, al cui interno oggi troviamo svariate icone sull’iconostasi bizantina. Non molto lontano c’è la chiesa di Santa Maria delle Grazie con l’annesso Monastero Basiliano, sede di un importante laboratorio di restauro del Libro Antico, e la biblioteca dove si custodiscono pregiati codici greci ed antiche cinquecentine.

Le altre foto su :  http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157626106137273/

Oltre che per le sue Chiese, Mezzojuso è nota anche peril “Il Mastro di Campo“, pittoresca pantomima popolare che si ripete nella piazza principale del paese da almeno due secoli,  nell’ultima domenica di Carnevale.

Lo spettacolo coinvolge circa 90 personaggi che indossano dei costumi che si rifanno al sec. XV e ha come soggetto una ostacolata storia d’amore fra il Mastro di Campo e la Regina. La relazione tra i due viene contrastata dal Re.  Dopo una serie di continui attacchi del Mastro di Campo e dei suoi alleati per la scalata al castello, finalmente, il Mastro di Campo riesce a salire sul Castello e a conquistare la Regina. Il Re sconfitto viene fatto prigioniero e condotto in catene dal Mastro di Campo, dalla sua Regina e da tutta la Corte per le vie principali del paese .

L’evento si tramanda oralmente e nel corso dei secoli, ha subito delle modifiche, come quelle relative all’intervento del personaggio storico “Giuseppe Garibaldi” e di alcuni suoi uomini garibaldini.

Di seguito la descrizione della pantomima, tratta da un opuscolo distribuito in piazza dagli organizzatori


All’ora convenuta entrano in piazza il Re e la Regina seguiti dal corteo reale: i Dignitari riccamente abbigliati alla spagnola, le Dame di compagnia, il Segretario e la sua consorte, i Corazzieri a cavallo ed infine gli Schiavi Turchi.

Li precede il Maestro delle Cerimonie o “Mastru di Casa”, che tra ossequi e riverenze apre il passaggio alla Corte finché questa non prende posto sul palco reale. Sono appena iniziate le danze, quando da un angolo della piazza irrompe il Mastro di Campo a cavallo, preannunziato dal rullo del tamburo. Lo seguono, il Comandante dell’artiglieria ed i suoi aiutanti, l’Ambasciatore, gli Ingegneri di guerra, Garibaldi e Garibaldini, il Barone e la Baronessa, il Foforio ed i suoi uomini, i Maghi, i Massarioti ed i Giardinieri.

Il Mastro di Campo fa segni amorosi alla Regina, che di nascosto dal marito, gli risponde, mentre il Re incomincia a passeggiare nervosamente per il Castello. Smontato da cavallo, l’eroe inizia a misurare la distanza dalla fortezza con un cannocchiale e comincia a studiare attentamente le posizioni nemiche.

Con l’assistenza degli ingegneri, che nel frattempo hanno già proceduto alla misurazione del campo di battaglia e ai rilevamenti del terreno, studia la mappa del percorso e subito dopo scrive la sua lettera di sfida e la invia al Re tramite l’Ambasciatore.

Il Re accetta la sfida, e risponde a sua volta; inizia così la battaglia: tuonano i cannoni da entrambe le parti, il Mastro di Campo incomincia la sua danza di guerra seguito dal Tamburinaio ed ostacolato nel suo muoversi dal Pecoraio, simbolo delle forze oscure.

La Cavalleria attacca il Castello e la folla con lanci di confetti, mentre i Foforio creano il panico sequestrando gli avversari del Mastro e rilasciandoli solo dopo averne ottenuto il riscatto. Il Nostro Eroe intanto prova ad avvicinarsi al Castello ma, viene respinto dagli schiavi Turchi che ingaggiano continui scontri con i Picciotti di Garibaldi.

Durante gli scontri il Mastro di Campo, ogni tanto, fa dei cenni alla Regina, che lo saluta col fazzoletto, riesce a corrompere gli schiavi, tenta di scalare il Castello, ma viene respinto.

Dopo essere disceso, sempre più irato, consulta i maghi, da fuoco di persona al cannone ed uccide il Pecoraio. Con una lunga scala l’eroe tenta nuovamente l’ascesa al castello, ma il Re con un colpo di spada lo ferisce ed il Mastro cade all’indietro: è A caruta ru Mastru di Campo.

L’eroe viene raccolto dai Foforio e portato a curarsi le ferite. La Baronessa in segno di lutto si copre con un velo nero e va a consolare la Regina, mentre nel castello si fa festa.

Nel frattempo i Maghi sono alla ricerca della “travatura”, un tesoro consistente in un pitale di maccheroni, che verrà ritrovato sotto il palco e divorato dagli stessi servendosi esclusivamente delle mani.

Ma ecco che il Mastro ritorna: ricomincia la lotta. Si scambiano nuovamente le sfide, tuona il cannone, mentre il Nostro riesce ad avere di nascosto un fugace abboccamento con la Regina e subito dopo riprende la sua danza di guerra. Intanto la Regina corrompe il cannoniere reale che incomincia a fallire i colpi. Accortosi del tradimento, il sovrano uccide il cannoniere, ma il Mastro di Campo riesce a salire sul Castello e a conquistare lo Regina.

Il Re sconfitto, viene fatto prigioniero e condotto in catene dal Mastro di Campo e dalla sua Regina, per le vie del paese.


Le foto su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157626238452496/

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SAN CORRADO 19 febbraio 2011

Posted by vittcaltabiano su 27 febbraio 2011

Il 19 febbraio 2011, prima di recarmi a Noto per visitare la nuova Cattedrale, sono stato all’Eremo di San Corrado. Avevo bisogno di una …buona …ricarica!

Le singole foto su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157626032468827/

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TUTTETNA .

Posted by vittcaltabiano su 27 febbraio 2011

RIPOSTO : Domenica 27 febbraio 2011, h.9,30

Da notare la striscia nera sulla neve , l’ultima eruzione del 18 febbraio 2011 h.03,30 della durata appena 11 ore:

http://www.ct.ingv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=320&Itemid=370

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GIUSEPPE PICA.

Posted by vittcaltabiano su 25 febbraio 2011

Ho conosciuto Giuseppe Pica,  Peppinuccio per i parenti ed amici,  nel lontano 1969  a  San Nicola di Tremiti.

Mi ha colpito la sua intelligenza, la sua cultura, il suo amore per le Tremiti, la sua gioia di vivere, la sua fierezza di essere Pica, il suo affetto per i parenti , la sua umiltà, la sua fede.                                                                                                                                         Son tornato più volte alle Tremiti, anche perchè mia suocera, anche lei Pica, cugina diretta di Peppinuccio, era originaria di quelle isole e lì vivevano gran parte dei suoi parenti; ma ci son tornato anche  per la bellezza naturale di quei posti e per la cordialità ed ospitalità  dei suoi abitanti.

Peppinuccio è nato alle Isole  Tremiti il 3 agosto del 1920.            Appena diciannovenne , anno 1939, venne chiamato alle armi e cominciò per lui un periodo militare non felice che per  cinque anni lo vide combattente  in Libia e  in Grecia. Deportato nel  campo di  concentramento di Linz-Oberdonau nell’ottobre del 1943,  ritornò  da cittadino libero nelle sue Tremiti nell’ottobre del 1945. Per il suo internamento nei campi nazisti gli è stata conferita la Croce al Merito di Guerra ed è stato autorizzato a fregiarsi del distintivo d’onore per i patrioti Volontari della Libertà.

Insignito Cavaliere della Repubblica Italiana, Peppinuccio Pica è stato Sindaco delle Isole Tremiti dal 1970 al 1975 , concludendo i suoi impegni politici ad Andria dove è stato Consigliere Comunale ed Assessore all’Assistenza.

Le Tremiti sono state sempre presenti nel suo cuore, nei suoi pensieri, nelle sue poesie e nei suoi scritti.

Per anni ho mantenuto con lui un rapporto sia epistolare che telefonico, specie negli ultimi anni della sua vita; lui stesso  batteva a macchina i suoi scritti e col fai da te si rilegava con l’aiuto di una  tipografia amica i suoi libretti di poesie , le sue ricerche storiche e turistiche sulle Tremiti, le sue famose cartoline, per far conoscere a tutti le sue isole.

Una sua scritta è stata posta sul muro d’ingresso del piccolo cimitero di San Nicola.Una sua preghiera, che ricevette l’approvazione ecclesiastica, è esposta nella Chiesa Santuario di Santa Maria a Mare di San Nicola di Tremiti

Fiero di essere un Pica, ordinò una ricerca storico araldica della casata , pubblicandone  i risultati in una raccolta la cui prima pagina porta lo stemma della famiglia

Nel settembre del 2001 dopo una mia vacanza alle Tremiti, volli andare ad Andria a trovarlo; la sua casa era diventata un vero museo delle Isole Tremiti,  talmente piena di libri, documenti,  stampe antiche e  foto.

Fu l’ultima volta che l’ho visto ed abbracciato.

Così mi scrivevano Gaetano Carducci e Peppinuccio Pica, due memorie storiche delle Isole Tremiti:

Il 16 dicembre 2003 ha varcato quel “Cancello”  tra i due Mondi,  entrando nel Mondo Celeste.

La sua salma riposa nel cimitero di Andria: sulla sua lapide è scolpita la Madonna di Santa Maria a  Mare del Santuario delle sue Isole Tremiti

Ciao Peppinuccio, sei  sempre nei miei pensieri .

Fonti:                                                                                                                                                                                                                                    –Cd “Raccolta foto Vita Militare e Prigionia di Giuseppe Pica 1939-1945” , a cura di Tommaso Pica

“Io con me stesso in una parentesi della vita” -poesie  di Giuseppe Pica-anno 1997

–  “Il mio umore nelle vari fasi della vita e l’amore per il mio paese” -poesie di Giuseppe Pica-anno 1997

–  “L’Isola di San Domino-Storia e Mito  (Arcipelago delle Isole Tremiti) “ di  Giuseppe Pica-anno 1998

–  “Le Isole Tremiti- Comune Autonomo” di Giuseppe Pica-anno 2001

“Le Isole Tremiti già Diomedee” di Giuseppe Pica -anno 2001

–  “Le Isole Tremiti” di Nicola Lorusso- luglio 2005

–  “Raccolta documentata storico araldica della casata Pica ” Studio Guelfi-Genova

–   Documenti, foto (http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157626134386374/),  ricordi di Vittorio Caltabiano.

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La Cattedrale di Noto.

Posted by vittcaltabiano su 21 febbraio 2011

19 Febbraio 2011: grande festa a Noto per San Corrado Confalonieri, Patrono principale  della Città.   Ho assistito al solenne Pontificale nella nuova Cattedrale interamente restaurata e già aperta al culto e son rimasto affascinato pensando a come era prima, tutta macerie a causa del disastroso terremoto del 13 marzo 1996:   Noto ha davvero vinto la sua sfida riportando al suo primitivo splendore la bellissima Cattedrale, simbolo dell’arte  barocca della città, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Tutta la storia del restauro è ampiamente descritta in http://www.arch.unige.it/did/l2/architettura/quarto0607/labrestauroa/galleria/noto.pdf.

Ho ammirato la Cupola affrescata nella sua volta dal pittore russo Oleg Supereco  e le nuove vetrate artistiche collocate nel tamburo della cupola realizzate dall’artista Francesco Mori;  ho ammirato il nuovo altare ed il leggio, opera dello scultore  Giuseppe Ducrot.

Venite anche voi a vederla, la nuova Cattedrale: credetemi, ne vale la pena.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157625976474743/

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San Corrado.

Posted by vittcaltabiano su 18 febbraio 2011

Il 19 febbraio di quest’anno si festeggia a  Noto il 660° anno della morte  di San Corrado ed il 721° anno della sua nascita.

San Corrado è il Patrono della Città di Noto, nel cui territorio visse da eremita e  ne morì il 19 febbraio del  1351.

Ho visitato per anni,  durante le mie vacanze estive  a Marzamemi, l’Eremo di San Corrado, a pochi chilometri da Noto; ogni volta che ci andavo la pace di quel luogo santo ed il silenzio di quella valle mi portava tanta serenità. Mi son soffermato tante volte davanti alla grotta in cui visse ed al posto dove rese lo spirito a Dio e dove fu eretto l’Eremo;  qui una statua in ginocchio lo rappresenta con una splendida scritta in marmo.

Si racconta infatti  del suo trapasso avvenuto in ginocchio e in preghiera con gli occhi al cielo, posizione mantenuta anche dopo  mentre una luce avvolgeva la Grotta ed  a Noto e Avola le compane suonavano da sole.

Nel Santuario  c’è pure un Museo pieno di  ex voto per grazie ricevute; dietro l’dificio è visitabile un piccolo giardino con una fontanella e delle grotte di eremiti. La pace è dovunque.

Il Corpo del Santo riposa in un’ Urna d’argento custodita devotamente nella Cattedrale di Noto.

Siti  web: /   http://www.araldosancorrado.org/
http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Confalonieri http://www.sancorrado.it/il-patrono/

Mie foto :  http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/765591/

http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157594285388767/


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I semafori a tempo.

Posted by vittcaltabiano su 14 febbraio 2011

Di recente  è stato introdotto il nuovo Codice della Strada ( legge 120 del 29 luglio 2010) , che ha apportato diverse novità, quale la tolleranza zero dell’alcool nei  confronti di neopatentati e professionisti al volante. Tuttavia le novità sulla strada non sono finite  qui;  infatti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà provvedere  ad emanare il decreto riguardante le caratteristiche per l’omologazione di nuovi semafori speciali., che saranno in grado di indicare il tempo residuo (in secondi) all’accensione della successiva luce. Scompare pertanto il giallo.

Tutto questo in Italia.

Nel maggio 2007 , nel mio viaggio in Cina, ed esattamente a Suzhou questi semafori c’erano già!  Incredibile….ma vero!!! L’ho visti e l’ho filmati.  Eccoli:

I Cinesi ci sono arrivati prima di noi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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La Crociera sul Nilo.

Posted by vittcaltabiano su 13 febbraio 2011

Correva l’anno domini 1999 d.C., e cominciammo a meditare che era ora il tempo , L. 57 e d io 63, di iniziare a valutare la possibilità di  viaggi in luoghi lontani , per conoscere civiltà antiche.

Nel 1967 avevamo fatto il  1° viaggio , quello di nozze, economico-fai da te,  in macchina in giro  per l’Italia con breve puntata a Chiasso; nel 1971 un secondo viaggio,  economico- fai da te, in Spagna in auto via Genova-Malaga; nel 1992 un terzo viaggio europeo, economico-fai da te, a Parigi in occasione del 25° di matrimonio.

Ora era giunto il momento dei viaggi organizzati, in luoghi lontani, nelle grandi civiltà del nostro mondo.

E fu cosi che nel maggio 1999 partimmo da Roma per l’Egitto, la ns.Crociera sul Nilo !  Luxor ( la valle dei Re e delle Regine, le tombe dei Faraoni, I Templi, i Colossi di Memnon, Karnak), Edfu (Il Tempio di Horus), Assuan (la diga sul lago Nasser, il giardino botanico nell’isola di Kitchener), Kom Ombo, Philae,  Abu Simbel,  Cairo( Museo- Moschea di Muhammad Alì),  Giza( Le Piramidi e la Sfinge),  Memphis e Sakkara.

Un viaggio splendido, favoloso, fantastico ,culturale e archeologico ,  che ci ha fatto conoscere la grande civiltà dell’antico Egitto.  Le foto ci aiutano a ricordarlo: eccone  un collage:

Le singpole foto su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157626037938698/

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La Sirenetta di Giardini Naxos

Posted by vittcaltabiano su 7 febbraio 2011

Finalmente hanno messo il braccio e  la mano alla Sirenetta!

C’è voluto un anno (vedi https://vittcaltabiano.wordpress.com/2010/02/18/la-sirenetta-di-giardini-naxos/) e finalmente la statuetta è stata sistemata. Ma chissà quanto tempo ancora ci vorrà per togliere quell’orribile cartello: acqua non potabile!!( da notare che  la fontana non ha acqua!!!).

Altre foto su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157625995953536/

 

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Etna.

Posted by vittcaltabiano su 6 febbraio 2011

5  febbraio 2011

http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157625861710161/

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Antiche cartoline d’amore.

Posted by vittcaltabiano su 25 gennaio 2011

Quanto erano belle le cartoline d’amore degli anni 1920/1930!

Gli innamorati lontani si mandavano cartoline con frasi  struggenti d’amore e dolci  baci; non c’era altro, o lettere o cartoline. Il telefono in quegli anni non c’era nemmeno e se c’era era solo per pochi. La lontananza era pesante e così l’amore veniva alimentato con le cartoline: si sceglievano quelle con personaggi dagli sguardi intensi,  morbidi e pensierosi  e con sorrisi dolci.Tutti belli  con cappelli dalle larghe falde e ben vestiti.

Ed ora? Ormai le cartoline non si mandano più; email e sms le hanno sostituite; in verità  la lontananza si è ridimensionata con i voli a basso costo e le videochiamate col pc o col telefonino.  Ma altro che bei  vestiti! Ora pantaloni jeans, magari strappati e invecchiati, a vita bassa che mostano  fianchi e non solo ,  e shorts  stampate, e con scritte  orribili e incomprensibili!!!

Altri tempi! Bei tempi.

Guardiamole queste belle colorate cartoline d’amore:

Le catoline su http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157625911746108/

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L’eruzione dell’Etna

Posted by vittcaltabiano su 13 gennaio 2011

Stamattina grande tranquillità sull’Etna; sembra che l’eruzione sia terminata. Speriamo.

ore 7,51 del 13-1-2011

ore 8,25

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