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Il blog di Vittorio Caltabiano

San Martino 2011.

Posted by vittcaltabiano su 10 novembre 2011

11-11 2011 : San Martino

Martino nasce in Pannonia, l’odierna Ungheria nel 316. Figlio di un ufficiale romano fa parte della Guardia Romana fino ai 15 anni. Martino conobbe il cristianesimo frequentando di nascosto le assemblee dei cristiani.
Martino ottenuto dall’Imperatore l’esonero dal servizio militare si recò a Poiters dove fu battezzato e ordinato sacerdote dal vescovo S.Ilario. Tra le molte vicende della sua vita merita d’essere ricordata l’erezione, da lui voluta, dei monasteri di Ligugè e Mamontier, e il suo operato come vescovo di Tours. Martino morì a Candes 11/11/397 e fu poi sepolto nella cattedrale di Tours. In Francia S.Martino è il primo patrono della nazione.  La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune leggende.

La leggenda di San Martino

 Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.

Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, pensa morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. “Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ma la storia non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.
Altra leggenda di San Martino.

San Martino era uno che si ubriacava sempre, un ubriacone.
Una sera, era d’inverno ed era caduta un po’ di neve, faceva molto freddo e San Martino era stato in una cantina e si era ubriacato.
In quei giorni la moglie era incinta e stava per partorire. Mentre egli tornava a casa, gli venne uno scrupolo nell’anima. Disse fra sé e sé:
“Ora torno a casa e vado a coricarmi accanto a quella poveretta, così intirizzito dal freddo come sono, ubriaco. Non voglio farla soffrire, per questa sera dormo giù nella nostra cantina.”
E così fece. Entrò giù nella sua cantina e si accovacciò in una nicchia scavata dentro il muro proprio dietro una grande botte. La notte, a causa del freddo, morì!
Quando la sua anima giunse davanti a Dio, Dio vedendo che lui era morto per non fare del male alla moglie, lo fece santo.
Invano la moglie lo aspettò: del marito non ebbe più notizie.
Ma dal giorno della scomparsa cominciò ad accadere un fatto miracoloso: da quella grande botte che lei teneva in cantina, più vino cacciava e più ce ne ritrovava!
Cos’è e cosa non è intanto la notizia si propagò. Vennero il prete e la gente dal paese per vedere quel miracolo. Il prete volendo accertarsi, osservò bene la botte sotto e sopra, davanti e dietro e che trovò?
Vide il corpo del santo dentro la nicchia e vide che dalla sua bocca era spuntata una vite e questa vite era entrata dentro la botte. E quando guardarono dentro la botte, videro che questa vite aveva messo l’uva e l’uva diventava vino da sola.
Allora dissero: “Solo un santo può fare un miracolo come questo!” E vi costruirono una chiesa.
Ecco perché San Martino è il patrono del vino.

Questa è Martina; non ha ancora leggende che parlano di lei! c’è ancora tempo,  e di lei ne parlo io.

Vive a Milano dalla nascita, da  due anni e mezzo. Nelle sue vene scorre sangue siculo perchè siculi sono i genitori e tutti gli ascendenti; le è spontaneo dire bedda e beddissima!!!

Bimba dolce, socievole, coccolona, affettuosa,vivace,deliziosa, intelligente, sensibile,volenterosa, buona. Le piace cantare: sa tutto l’inno di Mameli! Adora sua mamma e papà, che con tanta pazienza le insegnano anche difficili  canzoni e filastrocche !

Domani è il suo onomastico! tutto lo staff del Blog le fa  tanti, tanti affettuosi auguri!

Auguri piccola Martina, ti vogliamo bene!

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