VittCaltabiano's Weblog

Il blog di Vittorio Caltabiano

Archive for novembre 2011

Aveiro, la Venezia del Portogallo

Posted by vittcaltabiano su 28 novembre 2011

14 giugno 2011

Arriviamo ad Aveiro verso le 11,30. Già sul pulman la ns.guida Filipe ci ha parlato ampiamente della  cittadina di Aveiro, che si trova sulla strada che da Coimbra ci porterà a Santiago de Compostela.Posta sul mare ha canali che la attraversano e per questo viene chiamata la Venezia del Portogallo.

Ci fermiamo nel centro storico ,dove ,davanti ad un canale, ormeggiano i  moliceiros, le tipiche barche affusolate dalla prua a collo di cigno con vivaci colorazioni naif .Originariamente adibite trasporto delle alghe impiegate come fertilizzante nei campi, esse sono il simbolo di Aveiro.

Un paio di ore a disposizione per ammirare i  palazzi che si specchiano sul canale e le viuzze del centro.Aveiro è nota anche per i famosi “ovos moles”, un’autentica delizia locale da non perdere!

Si racconta che nel passato le suore dei vicini conventi usavano l’albume per stirare bene gli abiti ed inamidare le tonache; quindi i tuorli avanzavano.E cosi nacquero questi dolci tipici .Gli ovos moles sono, infatti, delle creme a base di uova e zucchero,  avvolte da un’ostia.(   500 gr. di zucchero con 26-30 tuorli in 2,5 l. di acqua!). I fidanzati li donavano alle loro ragazze, ma anche le fidanzate le regalano ai loro ragazzi!!!

Le foto di Aveiro in http://www.flickr.com/photos/vitt/sets/72157627973479619/

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San Martino 2011.

Posted by vittcaltabiano su 10 novembre 2011

11-11 2011 : San Martino

Martino nasce in Pannonia, l’odierna Ungheria nel 316. Figlio di un ufficiale romano fa parte della Guardia Romana fino ai 15 anni. Martino conobbe il cristianesimo frequentando di nascosto le assemblee dei cristiani.
Martino ottenuto dall’Imperatore l’esonero dal servizio militare si recò a Poiters dove fu battezzato e ordinato sacerdote dal vescovo S.Ilario. Tra le molte vicende della sua vita merita d’essere ricordata l’erezione, da lui voluta, dei monasteri di Ligugè e Mamontier, e il suo operato come vescovo di Tours. Martino morì a Candes 11/11/397 e fu poi sepolto nella cattedrale di Tours. In Francia S.Martino è il primo patrono della nazione.  La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune leggende.

La leggenda di San Martino

 Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.

Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.
Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, pensa morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.
E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. “Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.
San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ma la storia non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.
Altra leggenda di San Martino.

San Martino era uno che si ubriacava sempre, un ubriacone.
Una sera, era d’inverno ed era caduta un po’ di neve, faceva molto freddo e San Martino era stato in una cantina e si era ubriacato.
In quei giorni la moglie era incinta e stava per partorire. Mentre egli tornava a casa, gli venne uno scrupolo nell’anima. Disse fra sé e sé:
“Ora torno a casa e vado a coricarmi accanto a quella poveretta, così intirizzito dal freddo come sono, ubriaco. Non voglio farla soffrire, per questa sera dormo giù nella nostra cantina.”
E così fece. Entrò giù nella sua cantina e si accovacciò in una nicchia scavata dentro il muro proprio dietro una grande botte. La notte, a causa del freddo, morì!
Quando la sua anima giunse davanti a Dio, Dio vedendo che lui era morto per non fare del male alla moglie, lo fece santo.
Invano la moglie lo aspettò: del marito non ebbe più notizie.
Ma dal giorno della scomparsa cominciò ad accadere un fatto miracoloso: da quella grande botte che lei teneva in cantina, più vino cacciava e più ce ne ritrovava!
Cos’è e cosa non è intanto la notizia si propagò. Vennero il prete e la gente dal paese per vedere quel miracolo. Il prete volendo accertarsi, osservò bene la botte sotto e sopra, davanti e dietro e che trovò?
Vide il corpo del santo dentro la nicchia e vide che dalla sua bocca era spuntata una vite e questa vite era entrata dentro la botte. E quando guardarono dentro la botte, videro che questa vite aveva messo l’uva e l’uva diventava vino da sola.
Allora dissero: “Solo un santo può fare un miracolo come questo!” E vi costruirono una chiesa.
Ecco perché San Martino è il patrono del vino.

Questa è Martina; non ha ancora leggende che parlano di lei! c’è ancora tempo,  e di lei ne parlo io.

Vive a Milano dalla nascita, da  due anni e mezzo. Nelle sue vene scorre sangue siculo perchè siculi sono i genitori e tutti gli ascendenti; le è spontaneo dire bedda e beddissima!!!

Bimba dolce, socievole, coccolona, affettuosa,vivace,deliziosa, intelligente, sensibile,volenterosa, buona. Le piace cantare: sa tutto l’inno di Mameli! Adora sua mamma e papà, che con tanta pazienza le insegnano anche difficili  canzoni e filastrocche !

Domani è il suo onomastico! tutto lo staff del Blog le fa  tanti, tanti affettuosi auguri!

Auguri piccola Martina, ti vogliamo bene!

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LIBRIZZI in video.

Posted by vittcaltabiano su 10 novembre 2011

Un nuovo video arricchisce la già ampia documentazione sulla città di Librizzi che Carmelo ( Meluccio) Rifici, mio caro  amico web, ha raccolto nei suoi bellissimi siti http://www.librizziacolori.it/  e  http://www.librizziacolori.eu/.

Il video,http://youtu.be/5wbcvR0zQe8,  edito dal Comune di Librizzi,  ed  al quale  ha collaborato con i testi anche  il mio amico, fa vedere il bel paesino dei Nebrodi, per conoscerlo ancor meglio e per invogliare la gente a visitarlo.

Ben riuscito, complimenti.

Già il sito del Comune contiene una pagina turistica che aiuta ad organizzarsi per un soggiorno anche breve :  http://www.comune.librizzi.me.it/Sport.%20Multif.le%20-%20Per%20conoscere%20librizzi%20-%20Home%20Page.htm

Bene, è il momento di organizzarsi: tutti a Librizzi!

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Sogno ..o ..realtà!!!

Posted by vittcaltabiano su 8 novembre 2011

Da quanto tempo ero lì,  in quella immensità .

Senza alcun dubbio  ero lì dall’anno 20..; non avevo corpo ; ma mi spostavo molto facilmente con il solo pensiero,tutto dentro una nuvoletta.

In tanti anni avevo incontrato tutti i miei antenati e tutti gli amici, con cui ci ricordavamo i tempi terreni, dalle elementari all’università,  ed oltre; il passato ci appariva davanti senza problemi.I miei bisnonni, i nonni, i miei genitori,i parenti tutti  che erano lì arrivati prima di me, mi raccontavano sommessamente la loro vita ed io li ascoltavo serenamente: loro sapevano tutto della mia vita!

Un giorno, all’improvviso,  arrivò fino a me un brusio sempre crescente ; ad un gruppo vicino chiesi cosa significava; mi risposero che il Sommo, su consiglio dei Saggi, aveva deciso di autorizzare per 1000 secoli, su domanda, la permanenza celeste  in altro posto, anche terreno e fuori dall’Immenso. Non era mai successo in tanti millenni; forse , pensai, cominciamo a starci stretti qui, di quanti siamo, ed occorerrà sicuramente  fare un pò di  spazio.

Colsi a volo l’avviso e mi presentai  nell’Ufficio concessioni:

-lui: dove vuole andare?

-io: a Petrulli;

-lui: Petrulli?…..ma forse voleva dire Petra, in Giordania?

-io: no,macchè Giordania, a  Petrulli, in Sicilia, tra Zafferana e Milo, sotto l’Etna.

-lui: mai sentito; aspetta che controllo; ecco ….c’è…sì….c’è…, ma sei sicuro di volerci andare?

-io: certo e confermo.

-lui: va bene, concesso, per 1000 secoli ; e giù un timbrone rosso sulla mia domanda.

Quel rumore mi fece saltare in aria; guardai la sveglia sul comodino: cavolo, erano già le otto!!! e Lucia dormiva ancora. Che sogno!!! Sogno o realtà!!!

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