Pubblicato da vittcaltabiano su 5 Giugno 2009
Mi sembrava di essere un novello Cristoforo , U Colombo, quando da una sua caravella, la Pinta, si levò il famoso grido …terra…terra!!!
Anch’io, come lui,partivo da Genova, la Superba, dal Porto Antico, ma per un’altra destinazione e a bordo di una motonave attrezzata per escursioni : la mia era un’altra meta: non una ma cinque,le Cinque Terre.
Giorni prima a Milano avevo esplorato con il mio nuovo Aspire One, regalo di mio figlio, via internette, la località e pensai che poteva andare bene per festeggiare il 42° anniversario di nozze .
Una piccola crociera di una giornata con navigazione nella riviera di Levante, oltre il golfo del Tigullio, per sbarcare alle Cinque Terre, a Monterosso al Mare: sosta di tre ore con rientro a Genova nel tardo pomeriggio:ottimo programma: miii che bella sorpresa ca ci fazzu a mia moglie! Sempre via internet mi prenoto lhotello, vicino al porto. E pure l’escursione. Fatta è, si parte; e così fu. Lucia contentissima !!!
Il giorno prima, il 30 di Maggio , di matina presto, andiamo alla stazione di Milano Rogoredo per prendere il treno; e chi fu’, una folla enorme, a stento siamo saliti sul treno per scendere dopo poco perché per la troppo folla non partiva ; dopo tanta attesa ci annunciarono che in via eccezionale un treno intersiti si sarebbe fermato per far salire un po’ di passeggeri senza pagare differenze : e così fù e finalmente partimmo.
Qualcosa stava andando storto….mma..!!! A Genova un sole ed un caldo che non vi dico, l’albergo ottimo, uno della catena Best Western :boni semu.
Ma il 31 , di matina, apruta la finestra della 304, fora tuttu bagnatu era. E che è successo Lucia! A cu ciu dicisti…..cca ci sunu i cucchi, ci scummettu ca ci sunu viramente., ma nuatri ni …..nni …fregamu: iamuninni.
E così fatto il biglietto ci imbarchiamo sulla motonave, dal porto antico: acqua, ventu, e mari : amuninni, mannaggia i cucchi, ma possibile che arrivano fin qui? Ma chi ssu, lombardi o siculi ? Bohhhh emu avanti…..
E così dopo un po’ di ore di sballamento , anchi’io lanciai il mio terra… terra..!!!Eravamo finalmente arrivati alle tanto sospirate Cinque Terre, sbarcando nel porticciolo di Monterosso al Mare. Non pioveva più: forse la cuccheria si era esaurita…
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Tre ore di sosta ,prima della partenza della motonave per il rientro a Genova.
Cominciammo a girare per le stradine del paese, entrando ed uscendo dai negozietti pieni di suveniri , quando ci accorgemmo che tutta la gente che c’era prima era quasi scomparsa. E chi fu’??? Spareru? Un colpu d’occhiu e vettimu ca tutti i bar, i ristoranti e le trattorie erano pieni di personi. assittati e comodi.
Uè , Lucia è l’ura di mangiari; circamuni ‘n postu.
Un bar trattoria aveva il menù esposto davanti e assieme alle pizze e spaghetti c’eranu macari angiovi liguri: boni’ !!!nfarinati e fritti. Un posto non c’era ma a cammerera ni disssi che potevamo assittarci vicino ad una coppia in un tavolo a quattro: beni ci stà. Cosa desiderate? Ni dissi a cammarera : all’unisono tutti e due , assittati vicinu a due francesi: due pietanze di acciughine infarinate e fritte!grazie.
Mi dispiace , arrispunniu a cammarera, le acciughe sono finite : e chi fu?, na cutiddata ni la panza. Ci guardammo negli occhi ,io , Lucia , a cammarera e i francisi: un ghiaccio ed un baleno : assemi ni susemmu e salutannu ni niscemmu.
E ora ?
Nenti , circamuni nautru.
E furiannu furiannu trasemu in un altro locale: na signura ni veni incontro e dici quanti siete? Due , signora, solo due; seguitemi, e nuatri arreri a issa. ‘N tavulino nicu nicu, cu ddu seggi stritti stritti: ci sta bene, signora.
Ci dà il menù : l’antipasti, i primi , i secunni: e chi fù un lampu: ci sunu l’angiovi ‘nfarinati e fritti e con i calamaritti, pure issi ‘nfarinati e fritti !!! Ni vardamu na l’occhi, iu e Lucia, e assemi vardamu a signura : due porzioni ci sono? Certo, arrispunniu ,e di vino?, bianco o rosso? Bianco, bianco della casa. Fatta è, finalmente si mangia!!!
Pani e vinu iancu da casa: una delizia, una dolcezza.
Dopo ‘na mezzurata, arriva ‘n cammareri cu du piatti e ni proi sul tavolo due porzioni abbondanti di angiovi nichi e ‘rossi ammenzu a tanti calamaritti, nichi nichi, e tutti infarinati e fritti ,e di latu un pizzuddu di limone.
Miii, meglio di un pranzu principescu, cu ddi gocci di lumia saliati a casu, ca ni esaltava il gusto! Meglio non ni poteva capitari: il pranzo desideratu per il nostro anniversario!
Un piatto che non fineva mai : ed ogni bucconi , un piaciri enormi: io usai le mani e le acciughe mi mangiai a urganettu e i nichi cu tutti i reschi; e non vi dicu di calamaretti; planton per la mia bocca, comu ‘na balena, e u vinu friscu e frizzantinu ci stava ‘na meraviglia. Na ‘nzalata mista e tutto è fattu.
Videvu ca Lucia godeva comu a mmia ; mizzica cchi sunu bboni; ca ciamu a turnari , ni 5 terri, a monterroso a mmari.
Pagai il conto e niscennu salutai a siggnura e mi purtai u biglittinu du locali , pi arriurdarmulu, e , vu lu raccumannu : vu riportu cca , itici :u ristoranti si chiama Al Carugio, www.ristorantealcarugio.com—
Questo post è stato pubblicato il 5 Giugno 2009 a 08:16 ed è archiviato in Senza Categoria.
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Ketty detto
GRANDE ZIO!!
Splendido racconto.. mi è venuta voglia di mnagiare “l’angiovi ‘nfarinati e fritti e con i calamaritti, pure issi ‘nfarinati e fritti “… mhmmmmm saranno stati squisiti!!
So già che le avrai immortalate con la macchina fotografica quindi mi resta solo di guardare le foto al vostro ritorno..
A presto!
PS=qui dalla sicilia NIENTE CUCCHI!!